LA RETE DEI PROGETTI CULTURALI
Federico Bomba, stage and artistic director Sineglossa
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LA RETE DEI PROGETTI CULTURALI

Federico Bomba, stage and artistic director Sineglossa

Dove nasce e cosa significa Sineglossa?Sineglossa nasce al Pianoterra, un piccolo capannone industriale di lamiera, al confine tra le Marche e la Romagna, trasformato in teatro, in cui siamo stati ospitati per la prima residenza d’artista: è stata probabilmente la più bella in assoluto. Ora, al posto di quel teatro c’è un magazzino di cipolle. Il termine Sineglossa, invece, individua un principio di radicalità. San Francesco sosteneva la lettura dei Vangeli senza le glosse (sine glossa) che i dotti aggiungevano alle Scritture a vantaggio dei potenti. Una spinta, per noi, a lavorare in modo onesto, con rigore, senza scorciatoie e con uno sguardo fortemente politico.

Come vedi la rete nei progetti culturali?La rete dei progetti culturali è come quella che si trovava vicino alle spiagge, accanto ai risciò, una di quelle elastiche che più ci stai sopra saltando e più ti spinge in alto e se ci torni spesso a un certo punto trovi anche il coraggio di fare i salti mortali in aria.

In che modo il progetto JES! traduce il tuo pensiero nel rapporto tra espressione artistica e mondo del lavoro?Il problema del reddito per gli artisti è cruciale oggigiorno. Chi si occupa dei linguaggi del contemporaneo fatica ad ottenere credibilità e a spiegare che Michelangelo è stato un contemporaneo del suo tempo. Se nessuno avesse scommesso su di lui ora La Pietà, che tutti quando la vedono dicono: “Quanto è bella!”, non esisterebbe. Quindi, mi sforzo giornalmente di capire come far sì che gli artisti, con la famosa crisi, possano continuare ad esprimere visioni che ci porteranno a nuove forme di pensiero, convincendoli allo stesso tempo che si è concluso il periodo dell’art for art’s sake, che non ci sono più mecenati o finanziamenti pubblici, ed è necessario, per essere presi seriamente, dimostrare che si è in grado di pensare progetti strutturati e di difenderli, affinché si possa sostenere con orgoglio che fare l’artista è un lavoro e produce dei risultati, anche se dei risultati di un processo artistico non si potrà mai rendere conto fino in fondo. Ecco, tra le altre cose, questo è ciò che JES! sta cercando di fare.

 
 
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