LA COMUNICAZIONE PER LE STARTUP
Giuseppe Iacobelli, director JCube
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LA COMUNICAZIONE PER LE STARTUP

Giuseppe Iacobelli, director JCube

JCube nasce dall’incontro tra diverse realtà: quella imprenditoriale con il Gruppo Industriale Maccaferri ed Eridania Sadam; quella culturale, grazie all’Università Politecnica delle Marche e quella istituzionale con il Comune di Jesi. Come nasce questa collaborazione?La collaborazione nasce all’interno di un piano di riconversione e rilancio industriale che ha previsto, tra la varie iniziative, un incubatore di startup. Tramite JCube si è realizzata una virtuosa partnership tra il Comune di Jesi, l’Università Politecnica delle Marche e il Gruppo Industriale Maccaferri che si pone come obiettivi la creazione d’imprese e di occupazione.

Dallo scouting del progetto sino all’affiancamento operativo e logistico della startup, quanto conta la comunicazione per lo sviluppo di una startup all’interno di un incubatore come JCube?La comunicazione è un fattore determinante, sia per la startup che per l’incubatore stesso. L’incubatore deve da un lato supportare le imprese nella fase di avvio e dall’altro deve animare l’ecosistema in cui nasce la startup che racchiude il mondo accademico, imprenditoriale, finanziario e pubblico, attraverso un’azione incisiva, sistematica e reiterata nel tempo. Ecco allora che è determinante la comunicazione, la promozione, la “celebrazione” di ciò che si fa. Per la startup è significativo far percepire il proprio potenziale ed il valore aggiunto offerto al mercato attraverso una pianificazione dell’identità del brand e di comunicazione che gli permetta di qualificarsi. Quindi, parallelamente alla parte tecnica, la startup deve avviare un percorso di sviluppo del business attraverso la comunicazione ed il marketing.

Negli ultimi dieci anni è cambiato il modo di fare impresa e la comunicazione ha affiancato questo processo. Quali sono i valori imprescindibili che deve trasmettere un’azienda mirata all’innovazione?Un’impresa innovativa generalmente deve comunicare le sue competenze tecniche specifiche, certificate da politiche di tutela della proprietà intellettuale, a cui vanno aggiunte le capacità di costituire reti di relazioni e lavorare in network. A tutto questo va aggiunta l’etica, come ad esempio la sensibilità ai temi sociali ed ecologici che può concretizzarsi in un modello comportamentale capace di aumentare le opportunità di business, gli asset, il valore delle aziende. Infine, la creatività: un’azienda deve sapere creare innovazione individuando nuovi modelli di business e nuovi sistemi di valore che mettano in relazione attori eterogenei.

 
 
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