IL TERRITORIO, L’ARTE E LA COMUNICAZIONE
Sabrina Maggiori, cultural & educational project manager
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IL TERRITORIO, L’ARTE E LA COMUNICAZIONE

Sabrina Maggiori, cultural & educational project manager

Da Viva Festival a Nottenera, fino al progetto JES! c’è un percorso che segna il territorio. Ce ne parli?Per descrivere l’ampio panorama di questi tre appuntamenti devo fare un passo indietro e rimandare a quello che è stato il motore di tutto. Finiti gli studi in storia dell’arte all’Università, nutrivo il bisogno dell’Altro, mi sono interrogata su cosa significasse per me. Ho capito che il vero Altro è il territorio, prima ancora delle persone che lo abitano. Da questa consapevolezza ho portato il mio contributo. Nel contesto di Macerata, si è verificata la possibilità di lavorare sul territorio con il tema specifico della multi-culturalità, della pace, della non-violenza. Nel progetto di Nottenera sono confluite tutte le sfaccettature della mia formazione, costituita dagli studi in storia dell’arte, dai laboratori di teatro danza e dall’interesse per il cinema. Per me è stato molto naturale riproporre questo ricco panorama all’interno di un contesto che coinvolge tutto il territorio cittadino accogliendo i linguaggi contemporanei e chiedendo agli artisti di rivisitare i loro lavori per adattarli al luogo che li ospita. Infine, con il progetto JES! si propone di sostenere la creatività giovanile attraverso una commistione di più ambiti: quello dell’arte, della creatività e del fare impresa pensando al territorio, l’elemento portante.

Cosa pensi delle associazioni culturali?Per me parlare di un’associazione è come parlare di un ingresso, di un portone magnifico, che ti dà accesso a dei palazzi enormi che sono quelli di una comunità che crede in dei valori e che si impegna per farsene testimone. “Associazione” significa avere la bellissima possibilità di lavorare in maniera trasversale per competenze, sensibilità e urgenze, ma allo stesso tempo, comporta anche tempi di lavoro molto lunghi e a volte anche la necessità di accettare dei compromessi per arrivare ad un prodotto finale, anche se sicuramente il contributo multiplo delle persone costituisce un arricchimento sia dal punto di vista personale che lavorativo.

Qual è dal tuo punto di vista il rapporto tra arte, creatività e comunicazione?È una relazione molto difficile da descrivere, sicuramente la comunicazione è un elemento trainante in questo momento storico e permette all’artista di diventare il trascinatore di una dinamica per una comunità e, allo stesso tempo, di rimanere una figura anonima. Trovo che la comunicazione abbia la capacità di mettere in crisi i ruoli, se prima era più facile potersi definire artista o creativo, grazie a un sistema sociale che permetteva una distinzione e una descrizione, ora questi sono elementi di un paradigma completamente nuovo. Forse, è attraverso il sistema di comunicazione che il creativo sceglie che si distingue dall’artista, ha dei codici più chiari. Tuttavia, anche grazie ai mezzi di comunicazione e al ruolo del creativo, tutto questo si sta mescolando, sta entrando in crisi, nel senso più alto della parola, “crisis”, quella che cambia i paradigmi e ci porta chissà dove.

 
 
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