TRA ARTE E COMUNICAZIONE
Sheila Rocchegiani, Textile artist
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TRA ARTE E COMUNICAZIONE

Sheila Rocchegiani, Textile artist

Da dove ha origine la tua ricerca artistica?Una precoce sensibilità al fare operoso delle mani femminili mi è stata instillata in famiglia, dalla mamma e le nonne, tutte abilissime nelle loro arti, mentre il bisogno viscerale della ricerca, dell’apertura al viaggio di esplorazione delle molte possibili dimensioni di senso di questa nostra esistenza umana è stato un dono immenso ricevuto dal papà. Dunque sì, posso dire che tutto ha avuto inizio in famiglia. La direzione attuale, che sposa la suggestività tattile del tessuto con la profondità emotiva del colore naturale, è invece il felice esito di un’apparente deviazione verso il bosco vissuta ormai qualche anno fa. Il trait d’union tra queste due superfici, la prima materica l’altra visuale, dimora nel filo, che mentre cuce e ricama dipana una storia raccontata per simboli, definendo il ritmo della narrazione.

Perché "Radice Signi"?La radice evoca un’immagine simbolica potente, vigorosa. È mezzo di ancoraggio, dunque elemento di connessione che allo stesso tempo delinea i contorni dello spazio di riferimento ed indica una dimora. È anche primo accesso a ciò che nutre, favorisce la crescita, l’espansione orizzontale e insieme lo sviluppo verticale. Ma soprattutto, è collegamento ideale tra i mondi. Un ponte saldo che congiunge ciò che è visibile a ciò che invece è offuscato agli occhi, il passato al futuro, il basso all’alto… In particolare, nella mia indagine artistica è alla radice del segno che tendo l’attenzione. Investigare le tracce parziali di una presenza, recuperarne i significati dispersi con l’intento di riconnetterli al tutto d’appartenenza, questa è la volontà che sottende le mie scelte artistiche. E la radice mi appare come una via maestra verso il raggiungimento di una simile meta.

Arte e comunicazione, in che rapporto sono nel tuo lavoro?Strettissimo, rispondo senza esitazioni. Perché arte è comunicazione: manifestazione di uno sguardo, un punto di vista, una possibilità, una pretesa certezza… la cui scrittura poggia su affinate abilità tecniche ed artigiane, mai però fini a se stesse, o limitate alla realizzazione di una ipotetica bellezza formale. Prima e aldilà degli strumenti espressivi adottati, c’è un contenuto importante all’artista. E questo contenuto, nella mia personale esperienza, tende all’asfissia quando resta segregato nell’intimo, quando è oggetto di un soliloquio tra me e me. Al contrario, quando ne faccio il tramite di un atto comunicativo che mi connetta all’altro, all’ambiente, al tempo che mi circonda, ecco che il contenuto di partenza evolve, si carica di ulteriori significati, avvicina nuovi possibili sentieri da esplorare. E diventa eco in risposta al mio bisogno più grande, che è poi ragione della mia ricerca nel lavoro che conduco sul tessuto e con il colore naturale: percepirsi parte di una mirabile e sconfinata tessitura.

 
 
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