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UNIVPM
ANCONA - 2017

In collaborazione con Helen Cerina (artist), Alessio Barbini (photo shooting) e Motik (video)

IL LABORATORIO

FASE 1
Hanno partecipato più di 50 ragazzi di tutte e 5 le facoltà: ricercatori, studenti della specialistica e ragazzi impegnati nelle 150 ore. Nella prima parte del laboratorio, Helen ha spiegato loro alcune tecniche di relazione e illustrato possibili strategie di comunicazione.

FASE 2
Tra le varie modalità di approccio sperimentato ogni tutor ha individuato quello proprio, personale, di cui avvalersi per relazionarsi con gli studenti delle scuole superiori nella successiva azione. Stringere la mano per attivare un contatto più diretto, sedersi o sdraiarsi, rimanere in piedi in maniera frontale piuttosto che di lato, questi gli elementi della prima sperimentazione.

FASE 3
I tutor sono stati poi invitati a dividersi nuovamente rispetto le facoltà di appartenenza e di condividere all’interno del proprio gruppo alcuni aneddoti del proprio approccio all’esperienza universitaria. Queste condivisioni hanno portato alla selezione di 5 parole per ogni gruppo, da trascrivere su cartoncini del colore corrispondente alla facoltà (eccetto il nero per Ingegneria sostituito con l’azzurro). Le parole verranno utilizzate dai tutor come attivatori del dialogo, con l’invito di pescarne una tra il mazzo di cartoncini.

FASE 4
Dal linguaggio verbale si è poi introdotto quello visivo, chiedendo ai ragazzi di provare a rappresentare graficamente la pianta sia della loro facoltà di appartenenza che di un’altra a scelta tra le 5, così da poter valutare sia il percepito di uno spazio in cui si è coinvolti in prima persona, sia il punto di vista esterno per uno spazio che non si vive direttamente.

FASE 5
Dopo aver condiviso i disegni delle piante di nuovo tutti insieme, sono state scelte le visualizzazioni più efficaci e assegnato ad ogni gruppo la realizzazione fisica di uno degli spazi utilizzando del nastro adesivo. La location scelta: il pavimento dell’atrio del piano -2 adiacente all’aula del laboratorio. Si è così ottenuta anche l’immagine unitaria dell’Università, grazie all’unione delle sintesi grafiche di tutti e 5 gli spazi.

L'AZIONE

FASE 1
I Tutor, disposti all’interno degli spazi, accolgono i ragazzi invitandoli a prendere posto nello spazio della facoltà in cui sono entrati. Attraverso i cartoncini contenenti le parole chiave selezionate, attivano uno scambio di opinioni o semplicemente un racconto di un personale vissuto. Il ragazzo, messo a proprio agio, trova spazio per esprimere anche ulteriori domande o perplessità più specifiche relative al percorso di studi che vorrebbe intraprendere, ricevendo così un’esperienza di orientamento complementare e altra rispetto quella tradizionale.

FASE 2
Al termine dell’esperienza e quindi all’uscita dallo spazio della virtuale Università, i ragazzi sono stati invitati a lasciare un loro feedback sulla bacheca, utilizzando la stessa logica dei cartoncini colorati usati dai Tutor.

LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE

L’azione di orientamento sperimentale è stata documentata sia attraverso video che reportage fotografico. Il materiale ottenuto, oppurtunamento selezionato, definisce il visual per la nuova campagna di comunicazione dell’Ateneo 2017. I contenuti testuali dei baloon dei manifesti, nascono dall’abbinamento delle parole chiave espresse dai Tutor con quelle lasciate dai ragazzi come feedback al termine dell’esperienza. L’incipit del body copy è #TESTIMONIUNIVPM, titolo che fungerà da ricerca e identificazione per tutte le operazioni che verranno attivate dai canali social. Nel manifesto 6x3m viene invece data centralità alla parola TESTIMONI, quale concetto portante di tutta la campagna. Il body copy comune a tutte e 4 le declinazioni, racchiude in un unico testo tutte le parole chiave prima esplicitate e il loro senso.

ORIENTAMENTO SPERIMENTALE

Dopo l'azione partecipata, propedeutica alla compagna di comunicazione, che ha trasformato i testimonial in #testimoniunivpm l'Università Politecnica delle Marche ha deciso di adottare come pratica consolidata quella di fare orientamento insieme ai suoi tutor. I ragazzi alla fine del percorso di studi accolgono e passano il testimone alle nuove matricole, attivando un dialogo diretto e spontaneo, svicolato dalle dinamiche classiche connesse ai ruoli istituzionali.