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Snowflake Game: un’ora nei panni di una startup, ma solo per gioco (o quasi)

Snowflake Game: un'ora nei panni di una startup, ma solo per gioco (o quasi)

Abbiamo organizzato un workshop ludico dedicato alle startup, ma che ogni azienda e professionista dovrebbe provare, almeno una volta.

Valentino Cinefra
Copywriter & PR


Il gioco è da sempre un espediente fondamentale per veicolare dei concetti in maniera diretta, aggirando gli ostacoli della formazione frontale e, contemporaneamente, fare un’attività pratica a sostegno della teoria.

Come ci ha raccontato la Prof.ssa Maria Rita Manzoni durante la nostra recente chiacchierata, utilizzare le dinamiche del gioco in fase di apprendimento genera un’esperienza ottimale nei confronti dell’utente finale, che si mette in una situazione per cui il tempo vola e le azioni, i pensieri e i movimenti si succedono uno dopo l’altro.

Un’esperienza di apprendimento ludica efficace dovrebbe avere, sempre secondo la Prof.ssa Manzoni, tre caratteristiche fondamentali: significatività, creatività e autonomia.

Oggi ve ne vogliamo raccontare una che abbiamo avuto la possibilità di proporre da tantissimi anni, in moltissimi contesti differenti, spesso in occasione dei laboratori dell’Università di Macerata, dedicata all’apprendimento dei meccanismi del startup e del mercato produttivo: Snowflake Game.


Snowflake Game: come iniziare

Snowflake Simulation (questo il nome con cui viene definito nelle fasi iniziali) è un workshop ideato da André Dhondt, di cui siamo riusciti a trovare traccia per la prima volta in una convention a Philadelphia (USA), nel 2012.

L’esercizio nasce come gioco formativo per simulare l’avvio di una startup, ma  riesce a far emergere con una certa semplicità anche una serie di altre dinamiche di marketing molto comuni e diffuse in ogni settore.

Si tratta di una vera e propria simulazione, in cui i partecipanti si dividono in più gruppi: uno di questi rappresenta il mercato, gli altri le aziende che competono al suo interno.

Il setup di Snowflake Game è il seguente:

«Siamo sotto Natale, e il mercato delle stelle natalizie di carta sta crescendo in modo prepotente. Da bravi trend-hunter avete adocchiato la possibilità di essere protagonisti di questo boom. La vostra startup ha le competenze e i mezzi per affrontare questa opportunità unica. Gli analisti stimano che la domanda possa raddoppiare quest’anno e le previsioni prevedono tassi di crescita a doppia cifra anche negli anni a venire. Non c’è tempo da perdere, certi treni passano solo una volta in un decennio.»

Da questa idea i gruppi-aziende devono immettersi nel mercato. Hanno a disposizione un budget iniziale, un listino prezzi dei materiali, infine gli strumenti cartotecnici (le care e vecchie forbici+carta) per iniziare a produrre i fiocchi di neve da proporre ai clienti.

I quali acquisteranno i prodotti in qualsiasi momento del gioco, con prezzi che sono stabiliti in base a parametri oggettivi e un pizzico di imprevedibilità. Il gruppo che rappresenta il mercato ha infatti una lista di caratteristiche nascoste agli altri con cui valutare il prezzo di acquisto, oppure rigettare del tutto il prodotto.

Un fiocco di neve chiuso con scotch o graffette, ad esempio, non verrà acquistato per nulla, mentre un fiocco fatto con la carta rossa varrà molto meno di uno completamente bianco. Allo stesso tempo non è detto che la simmetria perfetta sia sempre la soluzione migliore, perché il mercato a volte premia l’originalità.

L’obiettivo degli altri gruppi è quello di arrivare alla fine del gioco, della durata di circa un’ora, con il maggior quantitativo di soldi.


Il mercato e le aziende all’opera

I gruppi nati dalla nostra esperienza, con partecipanti molto eterogenei per titoli di studio ed età, hanno generato fin da subito le situazioni più disparate.

Dopo il propedeutico momento di assestamento tra sconosciuti, i gruppi hanno riconosciuto immediatamente le figure chiave per iniziare i lavori. Tra chi si preoccupava della progettazione, chi si è messo con le forbici in mano a sperimentare con la carta e chi, magari, iniziava fin da subito a pianificare gli acquisti.

Proprio la dinamica della gestione dei materiali e degli acquisti è stata molto interessante.

C’è chi ha subito investito comprando quantità generose di fogli di vario colore, scotch, graffette e metri di cordino, mentre altri hanno preferito risparmiare e acquistare solo il necessario di volta in volta. Il tutto senza sapere bene come il mercato potesse reagire, come nella realtà di una startup che presenta per la prima volta il proprio prodotto o servizio.

I gruppi hanno iniziato la creazione dei fiocchi di neve in modi molto differenti. Tra chi si è messo, forbici alla mano, a provare tagli più o meno creativi sulla carta e chi ha cercato tutorial online per capire come si fa un fiocco di neve di carta. Un parallelo molto creativo, ma altrettanto realistico, di quello che succede quando un’azienda si cimenta con un prodotto o servizio per la prima volta: studiare prima di formulare una proposta di un prodotto o servizio (tutorial), oppure dare fondo alle proprie esperienze e conoscenze sperimentando di volta in volta (forbici).

Il momento delle prime vendite, e quindi dei primi fiocchi di neve proposti al mercato, ha dato delle indicazioni molto immediate rispetto ad uno dei temi (se non il più importante) del marketing: alla fine, come si fa davvero a vendere?


I fiocchi di neve alla prova del mercato

Così come si dice che non ci sia un fiocco di neve uguale all’altro, è altrettanto vero che non c’è un consiglio che possa funzionare per ogni prodotto o servizio, in ogni mercato, in ogni momento storico.

Di certo la qualità di una proposta sul mercato è importante, ma non è sempre il valore univoco che consente ad un prodotto di essere vincente sul mercato. In poche parole: non è sempre il prodotto oggettivamente migliore quello che ha più successo.

Snowflake Game ha restituito questa stessa consapevolezza proprio nelle sue fasi intermedie. I fiocchi di neve più complicati o eccentrici non sono stati sempre i più remunerativi, proprio come per imporsi sul mercato non serve essere necessariamente spinti dalla volontà di superare sé stessi e fare qualcosa di diverso ogni volta.

Molto interessante, in questo senso, il caso di un gruppo che ha suddiviso la propria produzione.

Mentre c’erano membri che producevano velocemente dei fiocchi di neve non troppo elaborati, ma in grandi quantità, altri sperimentavano cercando nuovi tagli e possibilità creative ed estetiche. Una rappresentazione semplice ed immediata della produzione di massa affiancata alla ricerca e sviluppo, un’altra dinamica tipica dei processi aziendali.


Snowflake Game: cosa abbiamo imparato e cosa impareremo

A volte le leggi di mercato sono più semplici di quanto sembrino e Snowflake Game riesce perfettamente nell’intento di raccontarle.

Entrambi i gruppi delle aziende, ad esempio, si sono buttati nella creazione di un prodotto complesso che ha richiesto molto tempo per essere elaborato. Tempo che si sarebbe potuto investire nella creazione di più fiocchi di neve, quindi vendere potenzialmente di più.

Quando, invece, i partecipanti hanno iniziato a creare vari fiocchi di neve differenti, di fatto dei prototipi aziendali, hanno subito trovato la quadratura del cerchio ed iniziato tutti quanti a vendere dei fiocchi (non prima di alcuni utili fallimenti).

È interessante notare come dinamiche spesso complesse e difficili da mettere a terra, per così dire, come quelle del marketing riescono ad essere recepite facilmente attraverso le dinamiche di un gioco come Snowflake Game.

Anche grazie all’aspetto della manualità necessaria alla creazione fisica dei fiocchi, un elemento tutt’altro che scontato ma che serve a legare i concetti a delle azioni reali, semplici perché parte di un gioco, quindi più immediate.

Ecco cosa abbiamo imparato noi, osservando i partecipanti al laboratorio:

  • Snowflake Game sviluppa il team building, o lo consolida
  • Creare fiocchi di neve in un tempo ristretto fa emergere un’attitudine al problem solving
  • Il gioco propone, e spiega, la dinamica dell’approccio al mercato/clienti in maniera semplice e diretta
  • Con la manualità i partecipanti capiscono meglio le necessità primarie di un prodotto/servizio: quantità e qualità, concorrenza, ricerca e sviluppo ecc.

Dalla nostra esperienza possiamo dire con certezza che Snowflake Game è un gioco che vorremmo continuare a fare tante altre volte, anche e soprattutto all’interno delle aziende. La formazione aumenta il benessere delle persone, e assistere a chi ne usufruisce è una nuova lezione ogni volta.

È un workshop che può funzionare anche all’interno di una realtà di professionisti perché coniuga formazione e facilitazione, creando una formula intermedia che è perfettamente in linea con i nostri progetti di formazione.

Se siete incuriositi da Snowflake Game almeno la metà di quanto lo eravamo noi quando l’abbiamo scoperto, ormai un po' di tempo fa, contattateci a info@tonidigrigio.it per saperne di più: possiamo organizzare un workshop anche con voi!

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