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Digital publishing, prospettive e opportunità della trasformazione editoriale

Digital publishing, prospettive e opportunità della trasformazione editoriale

La storia di StreetLib per capire le prospettive post-lockdown, autoimprenditorialità e alcune soluzioni per l’editoria di domani. 

Valentino Cinefra
Copywriter & PR


Quello del digital publishing, o semplicemente editoria digitale, è un mondo sempre più ampio fatto di concetti e prodotti innegabilmente integrati nella nostra vita di tutti i giorni.

Se l’editoria digitale nasce come un fenomeno che ha portato a gestire i contenuti, la loro fruizione e l’intero processo produttivo editoriale attraverso l’uso di tecnologie informatiche, oggi i prodotti pubblicati in maniera digitale sono tantissimi e sempre più diffusi: dai libri ai podcast (tanto da diventare anche piattaforme promozionali), passando per le piattaforme di intrattenimento come YouTube, Netflix, e Twitch, fino alla distribuzione in digital delivery di videogiochi e musica.

Il concetto di editoria digitale esiste da quando esiste il Web e di quanto sia utile, e importante, creare, distribuire e fruire di prodotti in via digitale ce ne siamo accorti rapidamente durante il lockdown dovuto agli effetti della pandemia da Covid-19. Con il mondo intero impossibilitato ad uscire di casa molti hanno sperimentato per la prima volta, oppure consolidato, l’uso di contenuti pubblicati in maniera digitale.

Relativamente agli eBook, che hanno sempre stentato a decollare come formato editoriale, nel 2020 è stato riportato un incremento nelle vendite del 27% rispetto al 2019.

La Digital Transformation in generale è uno dei grandi temi in cui siamo coinvolti, e la produzione di contenuti editoriali ne fa parte. Un processo iniziato da tempo e che ha accelerato in maniera repentina durante gli anni più intensi della pandemia, portando a velocizzare la trasformazione delle nostre abitudini di consumo.

Oggi, il digital publishing rappresenta un modo per abbattere alcuni dei costi dell’editoria classica, principalmente stampa e distribuzione, nonché un veicolo per inserirsi in un settore in forte crescita aggirando con più facilità queste barriere all’ingresso.

In un momento storico dove, per altro, la carta è diventata una materia prima sempre più costosa e difficile da produrre, la prospettiva di convertire le proprie produzioni in chiave digitale è sempre più allettante.

Sebbene i prodotti cartacei permettano di creare possibilità di visualizzazione di concetti e storie ancora uniche, come abbiamo dimostrato per il nostro progetto Zona Conce e per CdM Book, e abbiano un formato che permette di sperimentare molto in maniera creativa come nel caso del progetto FLIM e del workshop Snowflake Game che da anni proponiamo, è innegabile che prima o poi tutti gli editori dovranno confrontarsi con il digital publishing in un modo o nell’altro.

Ne abbiamo parlato con Giacomo D’Angelo, CEO di StreetLib, casa editrice operante nel settore dell’editoria elettronica, per cui abbiamo pubblicato anche alcuni prodotti con la nostra etichetta editoriale.


Raccontaci un po’ di te, del tuo percorso e di Streetlib.

Giacomo D'Angelo
CEO at StreetLib

Nell’inverno del 2009 venni a conoscenza di “Simplicissimus Book Farm”, una giovanissima startup che si occupava di vendere i primi rudimentali dispositivi di lettura digitale in Italia. All'epoca facevo lo sviluppatore software in una grande azienda e non sapevo nulla di "digital publishing", ma l'audacia del progetto era davvero notevole e in men che non si dica decisi di fare il salto e unirmi al piccolo team. Così, nel febbraio 2010, iniziò per me questa nuova avventura con l'obiettivo di "rivoluzionare il mondo del libro".

Al Salone del Libro di Torino, nel maggio 2011, riuscimmo a presentare la prima piattaforma di distribuzione degli ebook in Italia. Al fianco di IBS.it, nostro partner del progetto e allora principale rivenditore di libri online in Italia, che è anche stato il primo canale a vendere "legalmente" ebook in Italia grazie alla nostra tecnologia.

Sono passati oltre 10 anni ma ricordo molto bene che al Salone noi parlavamo della distribuzione di ebook quando ancora nessuno sapeva cosa fosse un "ebook", e gli editori ci guardavano un po' come se fossimo degli invasati. Poi nel novembre dello stesso anno è arrivata Amazon in Italia, e a quel punto è cambiato tutto.

Nel 2016, sulle ali dell'entusiasmo di un progetto che stava davvero avendo un impatto sulle vite professionali di migliaia di editori e autori indipendenti, presi la decisione di trasferirmi negli USA, a New York City, per fondare e dirigere la nostra branch americana, StreetLib USA: un’esperienza incredibile.

Dopo circa 3 anni "americani" mi è stata offerta l'opportunità di prendere in mano la direzione dell'intera azienda StreetLib SRL, la capogruppo che gestisce il business in Italia e quello di tutte le filiali internazionali. Così, da inizio 2019, sono rientrato in Italia per assumere il ruolo di Amministratore Delegato di StreetLib SRL.

www.streetlib.com

Da allora, insieme ad un Team davvero eccezionale, abbiamo trasformato StreetLib da "semplice" servizio di distribuzione degli ebook a piattaforma all-in-one per la gestione del business editoriale. Abbiamo costruito una delle reti di distribuzione digitale (ebook e audiolibri) più ampie del mondo, con oltre 70 partner internazionali, come Amazon, Apple, Google, Spotify, Kobo, Storytel, Scribd e tantissimi altri. Oltre al servizio di distribuzione digitale, offriamo tanti altri servizi unici nel loro genere, come il print-on-demand, la gestione del catalogo e dei metadati editoriali, la business intelligence, la gestione completa dei cicli di pagamento delle royalty agli editori e ai loro autori.

Mi piace pensare a StreetLib come a una componente centrale della nuova infrastruttura digitale dell'industria libraria Italiana (e non solo). Infatti, oltre al lavoro di produzione, distribuzione e vendita dei formati digitali (ebook e audiobook), abbiamo esteso e portato la nostra tecnologia anche al supporto del mondo del libro "tradizionale", fornendo agli editori una piattaforma che permetta di digitalizzare un numero crescente di processi di lavoro.

Un esempio concreto: a partire da settembre 2022, gli editori italiani possono usare la piattaforma StreetLib per gestire in modo efficace e moderno i loro dati di catalogo, cioè la loro risorsa più importante, grazie a un sistema di gestione dei dati aperto, funzionale e integrato in modo automatico con la filiera del libro tradizionale.

Un altro esempio è quello del print-on-demand: grazie all'integrazione con i migliori stampatori e distributori Italiani, gli Editori possono usare StreetLib per vendere i libri in formato cartaceo ma con un business model completamente "digitale", cioè senza elevati costi iniziali (di stampa) o ricorrenti (di magazzino), in cui i libri vengono stampati dopo l'acquisto in tempo "quasi" reale.

Se guardo ai 10 anni appena passati, vedo le "montagne russe": il nostro è stato un percorso lungo e complicato, con tantissimi alti e bassi, in cui però siamo sempre riusciti a superare le difficoltà soprattutto grazie alla forza del nostro Team.


Il periodo di lockdown globale ha fatto crescere notevolmente il consumo di tutti i prodotti digitali, con un calo fisiologico una volta che le chiusure globalizzate sono terminate. L’editoria digitale come ha reagito in questo senso?

Purtroppo, in Italia subito dopo la fine dei lockdown e la riapertura delle librerie fisiche, quindi circa a partire da giugno 2021, la gran parte degli editori medio-grandi sono tornati a focalizzarsi esclusivamente sul business tradizionale, cioè quello dei libri di carta, dimenticandosi completamente del digitale che li aveva tenuti a galla durante tutta la pandemia. Di conseguenza, le vendite degli ebook sono scese nella seconda parte del 2021, e sono continuate a scendere quest'anno, per tutto il 2022.

Ci tengo a sottolineare che ciò è stato dovuto a una mancanza di attenzione da parte di tanti editori italiani (non tutti, per fortuna) e non a una carenza di interesse nei formati digitali da parte dei lettori. In altre parole, in Italia, il calo delle vendite degli ebook post-pandemia è stato dovuto a un problema di offerta e non di domanda.

«In Italia, il calo delle vendite degli ebook post-pandemia è stato dovuto a un problema di offerta e non di domanda.»

Infatti mentre alcuni grandi editori perdono l'ennesima occasione per rendere le loro attività più profittevoli e moderne, si apre una grande opportunità che al momento viene colta in Italia da tantissimi piccoli editori e autori indipendenti. Questi, grazie alla diffusione sempre più ampia di piattaforme di pubblicazione come Amazon KDP e StreetLib, possono conquistare quote di mercato digitale producendo i contenuti in formato ebook in parallelo alle produzioni cartacee.

Guardando avanti, vedo un 2023 molto complicato per la distribuzione tradizionale e in generale per l'editoria cartacea, quindi da insanabile ottimista mi aspetto che gli editori tornino a considerare il digitale come una grande opportunità per diversificare e incrementare il proprio business.


Riguardo eBook, audiolibri e prodotti print-on-demand, in che percentuale questi prodotti vengono acquistati dal pubblico? In particolare tra audiolibri ed ebook, chi la spunta?

Secondo i dati AIE, nel 2021 in Italia il mercato del libro di varia in totale vale €1,8 miliardi. Il mercato ebook vale circa €86 milioni, cioè meno del 5% del totale. Il mercato degli audiolibri vale circa €24 milioni, cioè meno del 1,5% del totale. Credo che questi numeri si commentino da soli.

In Italia, l'intero comparto digitale (ebook + audio) è ancora ben al di sotto del 10% dei fatturati degli editori, soprattutto nelle grandi case editrici.

Il mercato degli audiolibri in Italia sta crescendo molto velocemente, e mi aspetto che continui a crescere almeno del 15-20% per i prossimi 3 anni. Tuttavia, in termini di volumi, gli ebook sono ancora predominanti. Quindi tra ebook e audiolibri vince ancora l'ebook. Ma come spero di aver illustrato, in Italia siamo molto indietro con l'adozione del digitale (e dei nuovi business model da esso introdotti) e quindi mi aspetto grandi cambiamenti nei prossimi 3-5 anni.


Mentre l’editoria “tradizionale” sta attraversando una crisi senza precedenti, tra vendite tiepide e la scarsità delle materie prime, quali sono i vantaggi e le prospettive del digital publishing?

Circa un mese fa abbiamo registrato un webinar dal titolo "Distribuzione cartacea e Print On Demand per un'editoria sostenibile", in cui cerchiamo di spiegare come utilizzando StreetLib gli editori possano adottare un approccio sostenibile al loro business.

In un momento in cui l'approccio tradizionale pone dei problemi strutturali oggettivamente molto difficili da risolvere, e in cui il digitale (sia di "formato" come l'ebook o l'audiolibro, ma anche di "processo" come il print-on-demand) può fornire una grande opportunità per gli editori.

Il momento di crisi è indiscutibile e pone seri problemi a tutta la filiera editoriale, tuttavia credo che l'importante sia reagire con apertura nei confronti delle nuove opportunità e dei nuovi modelli che emergono all'orizzonte.

Il digitale offre tante opportunità che gli editori secondo me dovrebbero esplorare, e per questo motivo da parte nostra cerchiamo di fare del nostro meglio e offrire loro una piattaforma di publishing all-in-one per supportare il loro business in modo moderno e performante.


Quindi è presto per dire che il proverbiale “buon libro” sia diventato il “buon ebook”?

Troppo presto, almeno in Italia.

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